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Stop Motion

Stop Motion

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I lettori più affezionati del #paneblog forse si ricorderanno di un vecchio articolo in cui parlando di animazione facevamo una primissima classificazione tra quella tradizionale e quella al computer.

Continuiamo allora la lezione parlando di un terzo metodo: la tecnica passo uno.

Che cos’è

Detta anche stop motion, o stop frame, viene utilizzata per animare oggetti reali, come marionette, burattini, personaggi in plastilina o disegni su lucidi.

L’idea alla base della tecnica è molto semplice. L’operatore della cinepresa, o di una semplice macchina fotografica, riprende il soggetto impressionando un fotogramma: il soggetto viene spostato (o manipolato), si impressiona il fotogramma successivo e così via.

Mettendo poi in sequenza tutti i quadri scattati viene creata l’illusione del movimento. Per apparire fluido sono richiesti dai 24 ai 30 fotogrammi per secondo.

Lego Stop Motion

I Lego si prestano molto bene alla tecnica passo uno e sono infatti usatissimi. Esistono, a seconda del soggetto ritratto, delle vere e proprie sottotecniche, classificate qui.

Utilizzo nel cinema

L’animazione passo uno ha una storia lunghissima ed inizialmente venne adottata per mostrare oggetti che si muovevano come per magia.

Il primissimo utilizzo della tecnica è da attribuire ad Albert E. Smith e J. Stuart Blackton per “The Humpty Dumpty Circus”, del 1898: nel film un circo giocattolo di acrobati ed animali prende vita.

In quell’epoca la tecnica venne spesso adottata dal celebre regista francese Georges Méliès per realizzare effetti speciali e titoli dei suoi corti. Famosissimo il suo “Viaggio nella luna”, del 1902, continuamente citato e ripreso, come fecero anche gli Smashing Pumpkins per il loro videoclip di “Tonight, Tonight”.

La navicella spaziale si schianta sull'occhio della Luna

La navicella spaziale si schianta sull’occhio della Luna, dal volto umano: una delle sequenze che hanno fatto la storia del cinema.

 

È solo grazie agli effetti speciali in stop frame realizzati da Willis O’ Brien che fu possibile realizzare film come “Il mondo perduto” (1925) e “King Kong” (1933), all’epoca rivoluzionari.

La celeberrima sequenza finale di “King Kong”.

 

L’animazione passo uno prese via via sempre più piede nel corso degli anni ‘60, ‘70 ed ‘80. La Industrial Light & Magic usò spesso l’animazione stop motion di modellini per film come la trilogia originale di “Guerre stellari” (1977-1983), “I predatori dell’arca perduta” (1981), “Terminator” (1984) ed una sua variante, la cosiddetta go motion, per i primi due “Robocop” (1987, 1990).

Lavorazione in stop motion per Indiana Jones e il tempio maledetto

La ILM al lavoro su “Indiana Jones e il tempio maledetto”: a sinistra una Nikon modificata e il modellino del carrello – a destra la ripresa in stop motion della scena. Tratto da “Movie miniatures, by Industrial Light & Magic (ILM)”.

 

La fine degli anni ottanta segnò una rinascita dell’animazione tradizionale al cinema, con film come “Chi ha incastrato Roger Rabbit” (1988) e “La sirenetta” (1989), e parallelamente l’animazione al computer continuò a fare passi da gigante. La tecnica stop motion però resistette, sostanzialmente per due ragioni, una artistica -la sua resa fuori dal tempo- e una più funzionale; era infatti molto più economica delle lavorazioni in Computer-Generated Imagery (CGI).

Del 1993 il campione di incassi “Nightmare Before Christmas”, diretto da Henry Selick e prodotto da Tim Burton. I due continuarono poi a realizzare film in stop motion separatamente: di Selick possiamo ricordare “James e la pesca gigante” (1996) e “Coraline e la porta magica” (2009), di Burton “La sposa cadavere” (2005) e “Frankenweenie” (2012).

Il trailer di Nightmare Before Christmas.

 

Un altro maestro della clay animation sicuramente da citare è Nick Park, creatore dei personaggi Wallace and Gromit. Dopo una serie di corti pluripremiati si aggiudicò l’Oscar al miglior film d’animazione per “Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro” nel 2005. È di Park anche il film in animazione stop motion che ha incassato di più in assoluto: “Galline in fuga”, del 2000.

Wallace e Gromit

Wallace e Gromit

 

La tecnica, l’abbiamo detto, è piuttosto economica e alla portata di tutti, ed è quindi letteralmente esplosa grazie all’avvento delle piattaforme di video-sharing come YouTube e Vimeo.

Ci lasciamo con uno dei video più spettacolari che è possibile trovare in rete:

Western Spaghetti | Scritto e diretto da PES

 


Approfondimenti e link consigliati
Storia del Passo Uno (o Stop Motion)
Stop Motion: il blog italiano sull’animazione a passo uno
StopMotionAnimation.com – online resources for the stop motion animation community since 1999

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