Dietro le quinte di Alice in RavennaLand – racconto a cartoni animati

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Se passi da Ravenna nel periodo natalizio, e ti affacci a Piazzetta Unità d’Italia, proprio accanto a Piazza del Popolo, potrai vedere un breve racconto animato dal titolo “Alice in RavennaLand” che abbiamo realizzato nell’ambito dell’iniziativa “Ravenna in Luce” (proiezioni tutti i giorni dalle 18 alle 22 fino al 6 gennaio 2019).

In questo articolo ti racconto (chi parla è Marianna) un po’ di curiosità legate alla produzione di quest’opera e ai suoi protagonisti. Eggià, perché dietro ad una storia, anche la più semplice e lineare, ci sono sempre tanto lavoro e tante versioni scartate, tante idee affaticate e poi sprizzi improvvisi di creatività.

Come nasce un racconto a cartoni animati?

Da dove si parte? Noi si inizia sempre facendo compilare al committente  un questionario, con tante, tante domande. Dalle risposte ricaviamo le linee guida per l’opera.
L’esigenza era quella di intrattenere i passanti con un video di qualche minuto che potesse raccontare le meraviglie della città. Per il resto liberi di viaggiare con la fantasia e immaginare una storia in linea con il nostro stile e il nostro sentire (il top per uno studio creativo, ma chetelodicoaffare).

Il famigerato brainstorming

Dal primo brainstorming sono uscite fuori le idee più strampalate. Tipo inventarsi uno spot simil-Carosello, oppure raccontare la storia d’amore tra due studenti in viaggio a Ravenna, zaino in spalla e smartphone in mano (ovviamente i nomi sarebbero stati Dante e Beatrice). Fino all’idea di inventare un gioco a quiz dal titolo “Chi vuol essere ravennate?” con il sindaco nella parte di Gerry Scotti e i nostri personaggi storici e celebrità contemporanee a sfidarsi su domande di cultura generale e curiosità sulla città (che so io, Teodorico vs Galla Placidia, Muti vs Dante, Ermanna Montanari vs Teodora… e via dicendo).

Vabbè, questo, oltre ad essere un concept assai bislacco, avrebbe richiesto un budget stellare con tutti quei personaggi da disegnare, animare e cui dare una voce.
Scartate tutte queste ipotesi è rimasta in piedi un’idea forte, vaga, ma forte (sì, lo so sembra un ossimoro, ma è proprio così): trarre ispirazione dallo psichedelico ed onirico “Yellow Submarine” dei mitici Beatles.

Riordinare le idee

Insomma il primo brainstorming non è stato granché produttivo, ma del resto è sempre così. Si buttano sul piatto tante idee, finché ci si aggrappa ad una in particolare e da lì si dipana il filo del racconto.

Ci serviva qualcosa di leggero, colorato, onirico…

Quella sera me ne sono tornata a casa rimuginando sulla parola “meraviglia”… alle immagini di “Yellow Submarine”, nella mia mente si sono accavallate quelle di “Fantasia” della Disney, e poi la scena del sogno di Dumbo. Meraviglia – sogno – sogno – meraviglia… e ZAC! La protagonista sarà Alice, una bambina che fantastica su quello che vedrà in città mentre è in viaggio diretta a Ravenna.

Il trattamento grafico

Et voilà, il soggetto era fatto, e la storia, scena dopo scena, lievitava da sè nutrendosi di rimandi e analogie: la tutrice col volto di Galla Placidia, la colomba bianca invece del Bianconiglio… persino il titolo, “Alice in RavennaLand”, è venuto quasi da sè (anche se su quello poi c’è stata una bagarre perché in studio c’era chi avrebbe preferito “Alice nella città delle meraviglie”).

Una volta redatto il documento con la descrizione delle scene, c’era da pensare al trattamento grafico… come disegnare Alice e gli altri personaggi? Che colori usare? Che linee, tratti, movimenti dare al tutto?

Sviluppare il racconto: dal soggetto alla storia

Passano un paio di giorni, e mentre scorro la timeline di Instagram, vedo un’illustrazione di Tabita Frulli, che da tempo seguo sui social, nell’attesa del momento giusto per coinvolgerla in un lavoro.
Tabita è una disegnatrice ravennate scesa in campo qualche anno fa. Fa cose incantevoli e sognanti, l’ideale quindi per la nostra Alice e la Ravenna vista attraverso i suoi occhi.

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Girl’s power!
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Tabita al lavoro

La chiamo e ci incontriamo nel nostro studio io, lei e la mia socia-sorella Camilla… e scatta subito l’intesa professionale. Anche lei si innamora del progetto e rilancia con cose del tipo: “allora Dante potrebbe essere il Cappellaio Matto!” OK, Tabita, sei folle al punto giusto, puoi entrare nel cerchio della fiducia… si salpa!!!

Le voci e il sound design

Camilla e Tabita si mettono al lavoro sulle illustrazioni, io invece mi “strolgo” (ndr: termine romagnolo traducibile con “mi spremo le meningi”) per arricchire di camei il progetto.

Come in ogni cartone animato che si rispetti, non possono mancare le voci di personaggi noti e celebrità. E allora cerco di dare una sostanza vocale alla tutrice di Alice, alla quale è affidata la frase di apertura del racconto. All’improvviso mi risuona nella mente la voce di Cristina Mazzavillani Muti, che qualche giorno prima ad una riunione aveva raccontato ai presenti un episodio della sua infanzia, e penso: è lei la nostra Galla!

Nel finale occorre una voce squillante che rappresenti la città… chi meglio del nostro giovane e vulcanico sindaco Michele de Pascale?

Non è scontato che Cristina e Michele accettino e non è scontato che si trovi una data per i doppiaggi (in tutto ciò manca meno di un mese alla premiere del video, e non un mese qualunque ma il mese più intenso dell’anno!)… e invece eccoli qua nel nostro studio, entusiasti e disponibili, professionali e solari come sempre!

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Cristina Mazzavillani Muti con Francesco Valentini
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Cristina Mazzavillani Muti con Camilla Panebarco
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Da sinistra Cristina Mazzavillani Muti, Daniele Panebarco, Francesco Valentini e Marianna Panebarco
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Il Sindaco Michele de Pascale
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Da sinistra il Sindaco Michele de Pascale, Daniele Panebarco, Marianna Panebarco, Francesco Valentini e Camilla Panebarco (Foto di Eleonora)

Accanto a loro Francesco Valentini di @LeHomeStudio, che da Vienna ha curato per noi tutto il sound design e che, per un giorno, ha allestito nel nostro studio un potentissimo microfono a condensatore con pop filter e filtro antiriflessione (lo so che per i comuni mortali come me quest’ultima riga è criptica, ma faceva figo inserirla per far comprendere l’estrema professionalità del tutto)

L’ultimo tassello del mosaico è stato il personaggio di Dante. Poiché a Ravenna, oltre ad avere la tomba del Sommo Poeta, possiamo ben dire di avere anche la sua reincarnazione, non abbiamo avuto dubbi su chi chiamare: il mitico Franco Costantini!!! Franco infatti, oltre ad essere attore e fine dicitore dantesco, compone versi e poesie (e infatti la frase che pronuncia nel testo è opera sua!)

Che dirti di più? Ci siamo divertiti un sacco a lavorare a questo progetto e ad inventarci bizzarre analogie tra Alice nel suo paese delle meraviglie e la nostra meravigliosa città.
Ci siamo sbizzarriti nel creare connessioni e sinergie tra talenti ravennati.

Grazie al Comune di Ravenna, Ravenna Tourism per questa bellissima iniziativa e alle visionarie intuizioni di Andrea Bernabini il visual artist che con i suoi interventi di mapping illumina ogni anno la nostra città 🙂

Un ringraziamento anche a Dunastudio dove abbiamo registrato la voce di Dante.

Alice ti aspetta tutti i giorni dalle 18 alle 22!

 

 

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