Grafica animata per la comunicazione politica

ovvero come i cartoon possono animare una campagna elettorale

 

Il clima si fa sempre più acceso e i motori si scaldano… di cosa sto parlando? Ma delle prossime elezioni politiche, ovvio!! Non si sa ancora la data esatta, ma entro giugno 2018 gli italiani andranno al voto!

E quindi prepariamoci! Nei prossimi mesi assisteremo a dibattiti, incontri, scontri, fiumi di parole, scritti, post… e, con tutta probabilità, a un profluvio di video, livestreaming, spot, selfie e immagini di ogni foggia, dimensione, stretchatura, con audio improbabili, colori-che-fanno-a-botte-tra-loro, accostamenti di nuance da capogiro, slogan-strafalcioni, paperissime, scivoloni, errori rossi, blu, bordeaux… che alla fine ci sarà invocare l’arrivo catartico di un bel Buondì Motta formato meteorite!

E allora tutti noi, grafici, copy, comunicatori, registi, artisti, illustratori, animatori, insomma tutti noi della cosiddetta “classe creativa” abbiamo una missione: rimbocchiamoci le maniche e continuiamo a diffondere il buon gusto.

Per questo noi della bottega Panebarco abbiamo pensato di raccogliere in questo post qualche spunto su contenuti video in grafica animata da sviluppare all’interno di strategie di comunicazione politica al passo coi tempi.

Storie e biografie a cartoni animati

La gente vuole conoscere la vita dei candidati, il loro percorso professionale e politico, la loro carriera. E allora perché non studiare un mini cartoon che ripercorra la vita del candidato/a raccontando curiosità, difficoltà, sogni ed aspirazioni?

Date un’occhiata a questa pillola animata realizzata per GABS!

Racconta la vita di Franco Gabbrielli, uno stilista bizzarro e rivoluzionario, ma la stessa tecnica (mix di immagini, foto d’archivio, colorate animazioni) può funzionare bene anche per un candidato/a, non vi pare?

Interessante anche questo video realizzato utilizzando fotografie scontornate, fotomontaggi, grafica in stile giornalistico. Sostenendo Hillary Clinton, racconta l’accidentato percorso delle donne in politica.

Lancio di sondaggi flash in grafica animata

La politica è fatta di confronto e le idee si portano avanti insieme, chiedendo il parere degli altri, mediando tra gusti, opinioni, consigli.

La settimana scorsa Camilla stava costruendo l’immagine di Marianna in motion graphics… eravamo indecisi sulle sue varie proposte e allora abbiamo lanciato questo democratico mini-sondaggio sui nostri profili social!

È stato in assoluto il post più commentato di sempre!

Video explainer, ovvero “video in grafica animata che spiegano cose”

In politica ci si dovrebbe dedicare con più impegno e attenzione alle spiegazioni.

Le persone devono capire prima di decidere; oggi bisogna spiegare le cose e spiegarle bene, essere sintetici, essere trasparenti.

E allora spazio ai video divulgativi, anche definiti “video explainer”.

Online si trovano parecchi video ben fatti che spiegano temi e fatti politici.

Tipi quello di Tiwi sul debito pubblico o quello sul Bail In 

(N.d.r.: il team di Tiwi è diventato noto per la storia di Beautiful in 6 minuti che poi ha ispirato “20 anni di storia del centrosinistra in 5 minuti” e poi centrodestra e via dicendo)

Oppure vi consigliamo di dare un’occhiata alla collana di video“Mo’ te lo spiego” di Racoon Studio

Clip in motion graphics per sintetizzare i punti salienti del programma

Anche in questo caso ricorriamo ad un nostro esperimento realizzato per promuovere la Panebarco Social Library.

Immaginate di usare un format del genere per presentare e divulgare online i punti salienti del programma politico di un candidato.

Potrebbe anche essere interessante avere delle brevi clip animate di 10 secondi, con foto scontornata del candidato e le risposte alle questioni più calde/spinose. Una specie di question time per immagini! (e magari le domande potrebbero essere raccolte proprio dall’interazione con gli utenti sui social!)

Clip del genere, pensate per Instagram e Facebook, richiedono budget limitati e soprattutto sono adatte a strategie di realtime marketing (se non sai cosa vuol dire, te lo spiega Studio Mado)

Infografiche animate

E quando i dati sono troppo complessi da spiegare, e i grafici troppo noiosi da illustrare, c’è sempre la mitica infografica che, se animata, diventa ancora più mitica!

Logo (o slogan) animation

OK, qui ci tiriamo la zappa sui piedi da soli, perché si sa come è andata a finire la sfida for HillaryVSDonald, però la logo animation di Hillary era fighissima, no?!

.Gif e video per campagne DEM (che in questo caso non sta per democratico!)

E per chi ha in mente un’importante campagna elettorale tramite DEM (Direct Email Marketing) potrebbero tornare utili .gif e brevissime clip video da intervallare a testi ed immagini.

Cartoon politically uncorrect… ma troppo divertenti!!!

E poi vabbè, lo sapete anche voi, i cartoon possono essere molto “politicamente scorretti” (pensate a certi episodi dei Simpsons, o di South Park), scorrettissimi, ma mooolto divertenti :-)))

Per esempio avete mai visto la webserie “Trumps’ fact” di Cub Studio?

Qui vi proponiamo l’episodio The Trumpilation – un capolavoro di satira a cartoni animati!

La chicca di questo lavoro? Costo zero sul voiceover, usano vere frasi pronunciate da Donald!!!

Cartoni animati seri

Ma attenzione, i cartoni animati possono essere anche molto seri e impegnati! Non ci credete? Date un’occhiata a “Dear Europe”

Cartoon-power

E comunque, dai, oggi i leader mondiali conoscono la forza e l’impatto che un cartoon può avere sull’opinione pubblica.

grafica animata

Secondo il quotidiano Financial Times la censura cinese avrebbe bloccato la diffusione di immagini di Winnie the Pooh per presunti intenti derisori nei confronti del presidente della Cina Xi Jinping. I meme a tema si sono scatenati in tutto il mondo. Tutto sarebbe nato per via di una foto scattata nel 2013, che mostrava il presidente cinese a passeggio con Barack Obama, poi associata al disegno che ritrae Winnie the Pooh con l’amico Tigro: la somiglianza è evidente.

E così, la censura cinese ha colpito Winnie the Pooh, accusato di essere diventato strumento per attaccare il primo ministro cinese.”

citazione tratta dall’articolo di Io Donna dal titolo “Non solo Winnie Pooh: i meme della politica”

THAT’S ALL FOLKS!!!

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