Animazione 2d, 3d e 3d stereoscopico: facciamo chiarezza

Di cosa parliamo quando parliamo di animazione?

Non sempre è facile districarsi nella giungla di definizioni di stili e tecniche di animazione. In questo post affrontiamo un primo distinguo essenziale tra animazione 2d, animazione 3d e 3d stereoscopico.

Di seguito, potete vedere un classico esempio di capolavoro di animazione 2d, Biancaneve della Disney (by-the-way, il primo lungometraggio animato della storia). Si tratta, in termini molto semplici, di disegni che, messi in rapida sequenza, danno moto e anima ai personaggi e alle scene.

Ed ecco una scena tratta da Toy Story, primo lungometraggio della Pixar e primo lungometraggio realizzato interamente in CGI (computer graphic imaginery). Questo è il classico esempio di film d’animazione in 3d. In questo caso i personaggi, gli oggetti, gli scenari sono realizzati al computer con specifici programmi di modellazione 3d. Il lavoro del modellatore, che qui riassumiamo molto per sommi capi, è un po’ quello dello scultore, solo che al posto dello scalpello e della materia, il modellatore 3d dà forma ad una nuvola di punti digitali tramite mouse e tastiera. Una volta modellati, i personaggi vengono collocati in una sorta di set virtuale (anch’esso realizzato in 3d) e vengono animati (vengono dati loro degli input, anche in questo caso con appositi programmi, affinché si muovano e compiano azioni sul set virtuale). Come per un film con attori in carne ossa, anche i personaggi 3d vengono ripresi, in questo caso da telecamere virtuali che si muovono all’interno del set 3d; al contrario dei film reali, la telecamera virtuale ha però infinite possibilità di manovra!

Ora invece passiamo ai cosiddetti “film 3d da vedere con gli occhialini” cioè tutti quei film realizzati in stereoscopia e che quindi vanno visti con speciali occhiali stereoscopici. Tutti questi film sono solitamente disponibili in due differenti versioni, una standard che si vede senza occhiali ed una stereoscopica che va vista con gli occhiali. Per realizzare la versione stereoscopica è necessario che tutte le scene del film vengano riprese con una coppia di telecamere messe una accanto all’altra. Questo consente di simulare la visione umana; una telecamera riprende la scena come se fosse vista dall’occhio sinistro, l’altra dall’occhio destro. Le due riprese vengono successivamente sovrapposte, per questo se guardate un film stereoscopico senza gli appositi occhiali, le immagini risultano sdoppiate. Gli occhiali stereoscopici sono lo strumento che consente di filtrare le due immagini, facendo percepire all’occhio umano la sensazione di profondità della scena. Esistono film stereoscopici con attori in carne e ossa (per esempio Avatar) e film stereoscopici realizzati in CGI, quindi di animazione 3d (praticamente tutte le produzioni degli ultimi anni di film di animazione 3d sono state distribuite anche in versione stereoscopica).

D’ora in poi, quando andate al cinema con i vostri bambini a vedere un cartone animato (che ultimamente sono quasi tutti realizzati in tecnica 3d) o con gli amici a vedere un film con gli occhialini, saprete che dietro a quei personaggi, c’è molto più che un disegno, c’è un mondo di autori, attori, macchine… ma soprattutto, ora conoscete la differenza nei dettagli, ditelo ai vostri amici ed impressionateli!