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GIF: l’attimo animato

GIF: l’attimo animato

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C’è una bellissima puntata dei Simpson in cui Homer compra un computer, facendosi tra l’altro fregare alla grande dal venditore, e la primissima cosa che ci fa, dopo aver navigato qualche minuto, è un sito di una sola pagina con un ammasso di GIF improbabili, rubate qua e là: era il 2000 ed un’ottima parodia dello user-generated content fino a quel momento.

Che c’entra questo episodio con la Panebarco? Beh, recentemente ci hanno commissionato una GIF personalizzata da inviare come biglietto di auguri di buon anno e così l’occasione ci è sembrata ottima per fare un po’ di storia e di chiarezza sull’uso delle GIF.

 

Origini

Il Graphics Interchange Format, introdotto nel 1987 da CompuServe, è un formato per immagini digitali di tipo bitmap, che per la prima volta prevedeva la possibilità di creare animazioni. Il ruolo delle GIF, all’alba del web e dei primi browser, fu sostanzialmente quello di introdurre un po’ di dinamicità in un ambiente totalmente statico, il Web 1.0.

Oltre a funzioni prettamente di servizio, si pensi ad iconcine animate nei menu o alle mille varianti dello storico “under construction” giallo e nero, alle GIF era affidato il compito di abbellire e di tentare di rendere più accattivante il sito, con soluzioni, se le osserviamo oggi, spesso un po’ pacchiane e al limite del grottesco.

Nostalgia di quell’era? Grazie a “The Geocities-izer” potete “far apparire qualsiasi pagina come se fosse stata realizzata da un tredicenne nel 1996”: rende piuttosto bene l’idea (attenti al volume!)

 

“Go home, you’re old.”

L’avvento di Flash, nei primi anni 2000, rende di fatto obsoleto il formato GIF, che viene (temporaneamente) messo in pensione. Il programma di Macromedia permetteva infatti la creazione di animazioni vettoriali mediante linguaggio di programmazione.

La tecnologia, seppur molto innovativa, applicata alle pagine internet introduceva però parecchi problemi: di usabilità, accessibilità, indicizzazione sui motori di ricerca, di gestione, mantenimento, aggiornamento, di compatibilità sui dispositivi mobile, tutti parametri ora fondamentali e ultra-monitorati dai tantissimi strumenti di analitycs a nostra disposizione.

“Skip intro”: vi torna in mente niente?

Il web si è poi mosso verso i CMS, pacchetti all-in-one estremamente facili da usare anche da chi non ha mai visto in vita sua una riga di codice, ed è in qualche modo tornato ad un’impostazione più spartana e funzionale.

 

Rivincita ed evoluzione

La rinascita del formato è da collocare tra il 2006 e il 2008, grazie a siti e community come 4chan, YTMND e all’avvento dei primi social network, come MySpace, Reddit e soprattutto Tumblr.

La GIF, formato assolutamente obsoleto, si inserisce perfettamente nell’ondata di revival e di apprezzamento per il vintage tipica del decennio, e viene scelta e reinventata dai web e visual artists, che la fanno diventare a tutti gli effetti un nuovo mezzo di comunicazione indipendente.

Sono proprio le limitazioni del formato a portare poi alla creazione di un vero e proprio nuovo linguaggio, la cinemagrafia, termine coniato dai fotografi statunitensi Kevin Burg e Jamie Beck.

Le cinemagraph sono fotografie digitali in cui è presente un piccolo movimento ripetitivo, che danno all’osservatore l’illusione di osservare un video.

“It’s more than a photo but not quite a video”

 

“Celebrate me!”

L’anno ufficiale del ritorno della GIF è sicuramente il 2012, il 25esimo anniversario del formato.

La parola GIF viene inserita come sostantivo e verbo nelle nuove edizioni di diversi dizionari, diventando anche parola dell’anno, il Museum of the Moving Image di New York dedica ad alcune di queste immagini una mostra, e lo fa anche Art Basel a Miami Beach, organizzando Moving the Still: A GIF Festival!, rassegna-retrospettiva dedicata al formato:

https://vimeo.com/57391222

Il filmato di presentazione della rassegna, realizzato da Sean Pecknold in claymation.


Insomma le GIF possono oramai essere considerate un vero e proprio medium a sé stante, utilizzate, l’abbiamo visto, come linguaggio artistico, ma anche a scopi giornalistici (le infografiche animate), per comunicare via smartphone, o addirittura da indossare. Ah, dimenticavo: si pronuncia “GIF”, con la g dolce.

Passo, chiudo e carpe GIF!


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