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Non ricordo quando ho smesso di credere a Babbo Natale e alla Befana… a dire il vero non ricordo neppure se ho mai iniziato a crederci.
La prima volta che Babbo Natale si è presentato a casa nostra, ho sgamato subito la barba nera di papà dietro quella bianca finta… Quanto alla Befana, era una tradizione molto sentita da Nonna Nicla… che ci scriveva le letterine d’accompagnamento alle calze… e anche lì mi sembra di aver saputo da sempre che era lei che scriveva, con la sua inconfondibile grafia…
Però vi confesso (al netto del fatto che con la Befana arrivano sempre anche i saldi di fine stagione) la gracile e gracchiante donnina mi ha sempre affascinato di più di quell’omone in rosso sempre così smaccatamente sorridente. Questa vecchia streghetta, che saetta per i cieli con la sua scopa (quindi super autonoma, non ha mica bisogno delle renne da traino, lei!) è un personaggio interessante, sfaccettato, fatto di luci ed ombre; a lei l’ingrato compito di portarsi via le feste… ma con gran classe! Le lasci una calzetta appesa alla finestra (al camino, se hai la fortuna di averlo) e lei te la riempie di cose deliziose, senza mai dimenticare anche un po’ di carbone, dall’alto valore educativo. Se ne frega delle apparenze, si veste come le pare, quasi sempre total black, i capelli scarmigliati al vento, sotto un cappello che ha superato incolume mode e tendenze… dai diciamocelo, è proprio una tipa tosta!
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
viva viva la Befana!
Beh ora scusate ma ho delle commissioni da fare…