Contenuto articolo
Quest’articolo non parla di stili grafici, di creatività, di tecniche di animazione. Quest’articolo parla di noi, di come ragioniamo, del nostro stile e del nostro approccio ai lavori.
1. Siamo curiosi di leggerti…

Il Sacco dell’Energia, una semplice fiaba ecologica
Preparati perché quando ci contatti per chiederci un preventivo, ti rispondiamo con un questionario breve ma intenso :-). In pratica rispondiamo alla tua richiesta con una batteria di domande. Ti chiediamo di buttar giù le risposte in forma scritta non perché non ci va di vederti o di sentire la tua voce, ma perché pensiamo che mettere nero su bianco le tue esigenze ti aiuti a focalizzarle meglio, a chiarirti le idee (magari le hai già chiarissime, eh! In tal caso tanto meglio, per te sarà un gioco da ragazzi compilare la nostra scheda!).

Il Sacco dell’Energia, una semplice fiaba ecologica
2. … e di ascoltarti
Una volta ricevuto il questionario compilato, allora ti proponiamo di sentirci telefonicamente o con una conference call (se abiti nei paraggi possiamo anche vederci… ma noi siamo di Ravenna, sai quella città che fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente perché lontana da tutto e tutti e circondata da paludi? Ecco, appunto!). Scherzi a parte, lavoriamo con clienti di tutta Italia e recentemente anche con clienti stranieri e ti assicuro che i nostri progetti sono ben gestibili anche a distanza. Le tue risposte al questionario avranno senz’altro stimolato la nostra curiosità. La conversazione telefonica ci aiuta ad approfondire alcune parti, chiarire alcuni dettagli, fugare dubbi e capire meglio cosa ti serve e su cosa orientarci per la nostra proposta economico-progettuale.

Cervellina e Cuoricino
3. Ci esaltiamo, e tanto!
Solitamente arrivati a questo punto c’è un momento di genuina esaltazione… credimi non ti sto prendendo in giro, ma se davvero hai risposto a tutte le nostre domande, se davvero ci hai raccontato chi sei e cosa fai, che tu abbia appena fondato una startup, o gestisca un’azienda ormai storica, che tu abbia appena rinnovato il tuo processo produttivo, o rivisto il tuo modello di business… avrai senz’altro una storia affascinante da raccontare… e adesso inizia per noi la parte più impegnativa, la parte più difficile, ma anche quella più stimolante.

Sparks
4. Ci mettiamo nei tuoi panni (e nei panni dei tuoi clienti e stakeholder)
Per prima cosa cerchiamo di metterci nei tuoi panni, di capire esattamente a chi è meglio che tu ti rivolga nel video. A chi dobbiamo parlare e con che linguaggio. Capita spesso che i destinatari del video siano più di uno, che il tuo target sia frazionato in due o più livelli.
Per esempio da tanti anni lavoriamo con l’azienda Konvergence che, tra le altre cose, realizza app per la grande distribuzione organizzata (GDO). Konvergence si rivolge ai grandi player della GDO, i retailer (i rivenditori e chi gestisce i supermercati), opera quindi nell’ambito del B2B (Business-to-business), come cliente non ha il consumatore finale ma altre aziende. Però le app sviluppate da Konvergence vengono utilizzate dal consumatore finale, ovvero il cliente diretto del supermercato; quindi i prodotti video che realizziamo per Konvergence si muovono e parlano a due target differenti. Da un lato Konvergence ha la necessità di avere video che sottolineino il lato pratico delle proprie app, perchè l’utente finale vuole capire come una app può semplificargli la vita, fargli risparmiare tempo, premiarlo… In questo caso bisogna parlare una lingua semplice, diretta immediata. Dall’altro lato, Konvergence ha bisogno di prodotti video che parlino ai retailer, che spieghino al proprio cliente diretto i vantaggi di scegliere le soluzioni Konvergence. In questo caso il video deve approfondire altri aspetti oltre alla praticità, deve per esempio spiegare come funziona il software gestionale che consente di aggiornare i contenuti della app, soffermarsi su dettagli tecnici, sottolineare aspetti performanti, vantaggi competitivi; in questo caso il video può parlare anche un linguaggio più specialistico e commerciale (anche se è comunque consigliabile mantenere sempre uno stile narrativo comprensibile e senza tanti voli pindarici)

Partecipazioni di matrimonio
5. Cifre interessanti
È inutile che cerchi con lo sguardo una cifra nel testo. Non spariamo cifre perché non ha senso… i video in motion graphics non si vendono un tanto al chilo. Certamente ci sono dei costi fissi di base, quelli che in altri ambiti più pratici si chiamano “costi di avviamento macchine”. Nel nostro caso sono costi per l’ideazione del concept, per la parte creativa per le idee. Quello che possiamo dirti per certo è che una volta comprese le tue esigenze comunicative e i tuoi gusti in fatto di stili e soluzioni visive, cerchiamo di farti un’offerta che sia anche in linea con il tuo budget, adattando la complessità narrativa e stilistica in fase di produzione e magari inserendo già, in fase di offerta, una primissima idea di concept.

Partecipazioni di matrimonio
6. Curiamo ogni dettaglio, amiamo il nostro lavoro
E poi? E poi si parte. Se approvi l’offerta ci tuffiamo anima e corpo nel lavoro. Non lesiniamo su impegno e attenzione ai dettagli. Ti chiediamo però di avere un ruolo proattivo, di seguirci nell’evoluzione del video, di immaginare con noi l’effetto finale, perchè poi non è che arrivati alla fine puoi dirci che non ti va bene niente e che va tutto modificato (tutto tranne il budget)

Dinosauri – Campagna immagine 2016 Panebarco & C.
7. E alla fine i tuoi successi diventano anche i nostri
Quello che ci piace di più del nostro lavoro è che lavorando insieme a te diventiamo una squadra; ci piace quando ti affidi a noi, ci piace “la svolta”, quel momento in cui capisci che non siamo solo dei fornitori, ma che siamo partner e ci teniamo al tuo progetto, alla tua idea, alla tua impresa innovativa.
Ti fidi di noi?
Con amore, i Panebarcos!