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L’8 marzo e le eroine dei videogame

L’8 marzo e le eroine dei videogame

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Innanzitutto smettiamola di chiamarla Festa della Donna! Si chiama Giornata internazionale della donna, e si celebra ogni anno l’8 Marzo per onorare le conquiste delle donne ma soprattutto per sottolineare quanta strada c’è ancora da fare!

La storia di questa Giornata risale ai primi del Novecento, è legata a eventi nelle lotte operaie, come il famoso sciopero delle lavoratrici del settore tessile a New York nel 1908, durante il quale persero la vita molte donne.

Questo giorno ci invita a riflettere su ciò che è stato fatto e su ciò che è ancora necessario fare per raggiungere una società paritaria.

Oggi continuano ad esserci molti eventi in tutto il mondo per parlare di temi importanti come la parità salariale, i diritti delle donne e la lotta contro la violenza sulle donne.

L’8 Marzo è anche un momento di celebrazione dei traguardi raggiunti dalle donne, per esempio nella politica, Kamala Harris è stata la prima vice presidente degli Stati Uniti nel 2023.

Nonostante questi traguardi, le statistiche sono impietose e ci restituiscono un quadro in cui le donne continuano a guadagnare, in media, meno degli uomini a parità di ruolo, mansioni e responsabilità e in cui ancora oggi le donne in posizioni di rilievo all’interno di board e cda sono numericamente molte meno degli uomini.

La Giornata internazionale della donna è un momento per ricordare ciò che le donne hanno affrontato e continuano ad affrontare. Ogni giorno è un’opportunità per sostenere i diritti delle donne, contrastare la discriminazione e contribuire alla creazione di una società più equa.

Un ruolo chiave lo giocano le nuove generazioni, per questo è importante che tutti coloro che creano e realizzano prodotti dedicati ai piccoli e ai teenager pongano la massima attenzione alla trasposizione di questi temi nei contenuti audiovisivi e ludici.

Noi nel nostro piccolo quest’anno abbiamo pensato di scrivere un articolo del nostro blog dedicato all’evoluzione dei personaggi femminili all’interno dei videogame.

La Giornata internazionale della donna e i Personaggi Femminili nei Videogiochi

Nel mondo dei videogiochi, come nel cinema e nell’audiovisivo, la rappresentazione delle donne ha subito profonde trasformazioni nel corso degli anni. La narrazione, un tempo dominata da stereotipi limitanti, si è evoluta, dando vita a figure femminili complesse, forti e protagoniste di storie significative. Dalle classiche “damigelle in pericolo” degli anni ’80 e ’90 si è passati ai personaggi coraggiosi e sfaccettati di oggi. Esploriamo insieme alcuni di questi passaggi chiave.

La Donna come “Dama in pericolo”

Partiamo da personaggi come la Principessa Peach e Zelda. Negli anni ‘80 e ‘90 i videogiochi vedevano spesso rappresentate le donne come figure da salvare. Personaggi come la Principessa Peach in Super Mario o Zelda in The Legend of Zelda erano le classiche dame in pericolo che dovevano essere salvate dal protagonista maschile.

La Princess Peach ha fatto la sua prima apparizione nel 1985 con il gioco Super Mario Bros di Nintendo. Veniva continuamente rapita da Bowser (il principale antagonista) e salvata dal protagonista Mario, ma nel corso degli anni Princess Peach ha subito un’evoluzione. E’ diventata un personaggio simbolo di indipendenza, coraggiosa e determinata.

Passiamo a Zelda che, in molti dei giochi della serie, è inizialmente introdotta come la classica “principessa da salvare“, una figura che ha bisogno di essere protetta da Link, l’eroe protagonista. Con il passare degli anni Zelda è diventata un personaggio con maggiore Agency e influenza sulla trama.

L’evoluzione della Donna nei videogiochi

Con il passare degli anni e con l’evoluzione dell’industria videoludica, i personaggi femminili sono diventati protagonisti e simboli di forza e indipendenza. Un esempio è Lara Croft, protagonista di Tomb Raider, archeologa e avventuriera lei è stata una delle prime donne a presentarsi forte e coraggiosa. 

Lara Croft è diventata un’eroina e un simbolo di empowerment, dimostrando che una donna può essere sia avventurosa che vulnerabile, ma soprattutto capace di affrontare qualsiasi difficoltà con determinazione e coraggio.

Inizialmente ci furono delle critiche per il design esagerato di Lara, questo creò discussioni su come i personaggi femminili venivano rappresentati nei videogiochi.

Al giorno d’oggi la crescente popolarità di personaggi come Ellie di The Last of Us dimostra come il pubblico apprezzi figure femminili riconosciute come eroine, guerriere e leader.

Lei non si limita a essere “una ragazza da salvare”, ma diventa una vera e propria protagonista che combatte per la sua sopravvivenza e, spesso, per le persone che ama.

Ellie è importante anche perché ha portato temi delicati come quello dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale in un videogame.

In particolare, infatti, in The Last of Us parte 2 viene esplorata la sua sessualità (relazione con Dina) e questo ha contribuito a sdoganare temi delicati come l’amore anche all’interno di un videogame.

Inoltre, sempre in The Last of Us: Parte 2, Ellie affronta la vendetta, il dolore e la lotta per trovare il proprio posto in un mondo ancora più crudele. In questi due capitoli è importante citare il legame tra Ellie e Joel: Joel inizia come una figura distante, un uomo segnato da un passato doloroso, ma nel corso del viaggio con Ellie, il suo atteggiamento cambia. Lei sviluppa un attaccamento profondo verso Joel, che diventa quasi una figura paterna per lei.

Ellie ha ispirato non solo giocatrici ma anche giocatori, dimostrando che la forza fisica, emotiva e psicologica di un personaggio non dipende dal genere, ma dalla profondità della sua storia e umanità.

Personaggi femminili – Modelli positivi per giovani giocatrici

Abbiamo visto come in passato i videogiochi fossero dominati da stereotipi di genere, le donne venivano rappresentate spesso come figure da salvare e non avevano un ruolo importante nella storia. Negli ultimi anni i giocatori e giocatrici si aspettano personaggi che riflettano la realtà delle esperienze femminili.

Questo ha portato alla creazione di personaggi più reali, non più definiti dal loro aspetto fisico ma dalle loro azioni e sogni.

Questo impegno verso una rappresentazione autentica delle donne nei videogiochi ha permesso di raccontare storie di esperienze femminili con protagoniste donne di diverse etnie e orientamenti sessuali.

Ad esempio, la rappresentazione della lesbica Ellie in The Last of Us Part II ha suscitato molto dibattito, ma ha anche dato un’importante visibilità a storie LGBTQ+ che erano state per lungo tempo marginalizzate nei videogiochi.

Nel celebrare la Giornata internazionale della donna bisogna tenere in mente che i personaggi femminili nei videogiochi sono diventati una parte fondamentale per contribuire all’uguaglianza di genere.

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Nota della redattrice Marianna Panebarco

L’autore di questo articolo è Davide Giampieretti, un giovane studente del Corso Narrative design, produzione videogame e Progetti Real Time presso l’ITS Turismo e Nuove Tecnologie Marche che al momento sta svolgendo uno stage presso la Panebarco. Quando mi ha proposto di scrivere un pezzo dedicato all’8 marzo, gli ho dato carta bianca e sono felice che questa idea sia partita proprio da lui. Reputo infatti molto importante che i giovani, in primis i ragazzi, si schierino in prima linea in questa battaglia quotidiana contro le discriminazioni di genere e contro la violenza sulle donne. Questa è una battaglia che si vince solo con un cambio di passo culturale e la cultura passa dai libri, dai fumetti, dalle canzoni, dai film e dai videogame!

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