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Blues di Betlemme City: una storia di Natale

Blues di Betlemme City: una storia di Natale

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la storia del fumetto d’esordio di Daniele Panebarco e una chicca natalizia

“Il mensile che ancor prima di uscire vantava già tre tentativi di imitazione”: questo è il claim con cui si annuncia il mensileIl Mago” ai tempi del suo primo numero, nel 1972.

I suoi direttori dell’epoca ricevono una striscia di un giovane di Ravenna, Daniele Panebarco. Il disegnatore ancora alle prime armi si ispira per il personaggio a un racconto di Woody Allen, “Saperla lunga”. Da lui mutua una buona dose di surrealismo, e quel che esce, condito dall’amore spassionato del ragazzo per Raymond Chandler e il suo “Il grande sonno”, è Big Sleeping.

Tempi duri per Big Sleeping

Big Sleeping è un investigatore metafisico che non corre mai e parla ancora meno. Ad apprezzarlo per primo e spronare il suo autore a mandarlo alla rivista Il Mago è l’amico Stefano Benni. Ma il detective bassino dall’immancabile sigaretta e il cappello calato sugli occhi non convince fino in fondo i direttori di allora.
Ma convince pienamente colui che l’anno dopo prenderà il loro posto: è quel che basta a Big Sleeping per decollare.

Il successo di Big Sleeping

Sul numero 49 dell’aprile 1976 appare Il misterioso caso n.1.
Da allora, la fortuna di Big Sleeping attraversa i decenni, approdando prima a Orient Express e poi a Linus. Il detective del paradosso, che riesce a spiegare perché i dinosauri si sono estinti quando – imperturbabile come sempre – constata di persona che Noè non li ha presi sull’arca, è un personaggio imbevuto di citazioni dal cinema, dalla letteratura, dalla politica e dal costume.

“Vennero in tre, da lontano, almeno a giudicare dall’accento”

“Vennero in tre, da lontano, almeno a giudicare dall’accento. Erano strani, ma non drogati, forse un po’ rintronati”. Sono i Re Magi nell’inizio della striscia natalizia “Blues di Betlemme city” del 1979.

Al suo interno, un generico disperato e senza lavoro (Babbo Natale), pecorai indipendenti, Erode Junior, e una stella che non si trova più.

Ecco l’intera storia, con i migliori surreali auguri a voi da Big Sleeping e da noi Panebarcos.


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