Contenuto articolo
Nei due capitoli precedenti abbiamo parlato di video come supporto agli acquisti e di video per le relazioni; ovviamente si trattava comunque di sfaccettature diverse del marketing. Oggi vi diamo qualche dato che fa davvero riflettere sulla potenza e la portata dei contenuti video all’interno delle strategie di marketing.
Il 59% dei dirigenti d’azienda concordano sul fatto che se su uno stesso topic sono disponibili sia testo che video, si è più propensi a scegliere di fruire quel contenuto come video. James McQuivey, esperto di marketing digitale, sostiene che un minuto di contenuto video valga più di 1,8 milioni di parole (ovviamente deve essere un video fatto bene, aggiungiamo noi!)
Sempre più brand decidono di dotarsi di una specifica strategia video, e conseguentemente i video stanno diventando una fetta sempre più importante della torta del marketing e anche i budget stanziati per il video advertising sono in crescita.
Ci sono almeno 5 buoni motivi per investire nel video marketing.
1. Il contenuto video promuove la brand recall
(per brand recall si intende il “ricordo del marchio”, ma ammettiamolo, tradotto è meno figo…)
Secondo Hubspot, l’80% delle persone ricorda il contenuto di un video visto negli ultimi 30 giorni; i contenuti audiovisuali sono infatti molto più facili da ricordare rispetto ad un testo scritto. E quando un cliente (o potenziale cliente) ricorda un tuo contenuto video è molto probabile che ricordi anche il nome del brand. Ovviamente affinché ciò avvenga e affinché il video sostenga con efficacia il brand, è necessario che il tutto sia armonizzato, che nel video tornino lo stesso look&feel, le stesse palette colori, font e grafica usati dal brand; il video deve infatti far parte integrante dell’immagine coordinata dell’azienda!
2. Il video marketing può migliorare il SEO del tuo sito
Il 65% dei manager aziendali (in gergo marketing i business decision maker, cioè chi decide in azienda) tende a visitare un sito commerciale dopo averne visto il video promozionale; conseguentemente, se un’azienda realizza contenuti video rilevanti e di qualità, è molto probabile che riesca ad attirare più persone sulla propria homepage migliorando così le proprie perfomance SEO.
I trend ci dicono inoltre che si assiste ad una crescita accelerata del video retargeting (il retargeting è quel tipo di servizio che permette di “inseguire” letteralmente con banner e annunci personalizzati gli utenti che hanno visitato il vostro sito almeno una volta ndr)
3. Il contenuti video funzionano su tutti i device
Oggi è fondamentale per un’azienda offrire contenuti che siano leggibili su una vasta gamma di device. Il contenuto video non ha particolari “restrizioni” legate al formato ed è versatile, può essere fruito su tutti i device, dalla postazione fissa al mobile (posto che ci sia una buona connessione internet, of course!); i video sono user-friendly (basta fare play) e raggiungono un bacino di utenza molto ampio.
4. I video e la viralità
Si stima che il 92% delle persone che guardano un video via mobile poi lo condividano anche con altre persone. Le cifre sono da capogiro! La Simply Measured rileva che il contenuto video è condiviso 1200% volte in più di link e testi, mentre Diode Digital segnala che un video post ha il 60% delle probabilità in più di creare engagement sull’utente rispetto ad un post scritto.
Naturalmente il concetto di viralità è sempre da maneggiare con mooolta cautela. Eccetto rari casi che sono diventati mondiali (FARE UN PAIO DI ESEMPI) un video virale non si improvvisa, tutt’altro: lo si costruisce a tavolino con esperti e consulenti!
5. I video per l’A/B testing
https://www.youtube.com/watch?v=-Kh0xCKoNvU
L’A/B testing o split testing è un ottimo modo per testare i tuoi contenuti e imparare a conoscere più a fondo la tua audience e i suoi bisogni e comportamenti. È sempre più diffusa la pratica di testare landing pages, emails, titoli, slogan, etc. Ebbene, oggi a questa lista si aggiungono anche i video!
Produrre un buon video è un’operazione costosa, e allora vale la pena investire su quello giusto che ti consenta un buon ritorno sull’investimento, no? Ecco perché praticare l’A/B testing sui video può essere un’ottima scelta.
Ci sono vari modi per farlo, per esempio realizzare 2 versioni di lunghezze diverse (short e long version) oppure diversificare le call-to-action finali, o ancora realizzare 2 video con due intro differenti…
Beh per oggi direi che di elementi sul piatto ne abbiamo messi, no? Se vi viene voglia di dotarvi di una strategia video… fateci un fischio! E se vi interessa l’argomento, leggete gli altri capitoli precedenti: I video e gli acquisti, I video per le relazioni.
fonti: Hubspot – Simply measured – Diode digital – Forbes – Wirebuzz