Il Sacrificio: come cancellare il debito italiano in un colpo solo

vignetta del fumetto "Sacrificio" di Daniele Panebarco basso, sono zoppo

C’è chi voleva ridipingere la casa, smerigliare la ringhiera del balcone, cucinare per la prima volta il cotechino in crosta secondo la ricetta di Barbieri. La quarantena sembrava un’occasione unica per mettere mano a progetti pendenti da tempo: il nostro era mettere in ordine l’archivio del lavoro di papà composto da bozzetti, tavole originali (con tanto di bianchetto a coprire gli errori), fotografie….

Naturalmente, non l’abbiamo fatto. Eh, sì, perché la sacra arte del riordino di una bottega creativa – più che a Marie Kondo e al suo metodo shintoista – si dovrebbe ispirare a una prassi militaresca: censura dei blabla, tappe scandite, ranghi serrati e, soprattutto, refrattarietà alla tenerezza e all’indugio. 

Dove ci siamo fermate

Ecco, noi ci siamo fermate proprio qui: il nostro GPDR (Grande Programma Di Riordino, un incubo almeno quanto il suo anagramma) si è ufficialmente inceppato quando, grazie ad una soffiata, abbiamo scovato una chicca inedita scritta e illustrata da papà che si sposa alla perfezione con questo periodo. Immaginando, per esempio, che anche Dio possa lavorare in smartworking:

“Il Sacrificio” è il titolo della storia, che parla di crocifissioni, resurrezioni, nonnine delatrici, ma anche di eurobond e burocrazia vaticana – secondo il mix stralunato e irriverente tipico di Daniele Panebarco (clicca per saperne di più sull’autore). Ci siamo messe a leggerlo e alla fine abbiamo pensato: quale momento migliore per pubblicarlo integralmente e regalarlo agli iscritti alla nostra newsletter come sorpresa da trovare nell’uovo di Pasqua?

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La pigrizia ti ha fregato (fregala tu, la prossima volta), ma ci sono altri fumetti che è possibile leggere integralmente nella sezione Il pane quotidiano: alcuni sono frutto di un’intuizione spontanea (“Tiralo ancora Ignazt”, la prima striscia con protagonista Big Sleeping), altri dell’esplicita richiesta di un committente (Istituto Beni Culturali dell’Emilia Romagna, Istituto storico della Resistenza di Rimini). Ce ne sono di politici e di immaginifici (si va dalla prima coppia della storia all’ultima), fino a quelli autobiografici: da non perdere quello in cui l’orgoglioso Daniele porta per la prima volta la primogenita Marianna al cinema: è anche un’ottima dritta su come scegliere i film da andare a vedere, provare per credere (di questo è disponibile anche la versione animata, frutto di uno dei tanti esperimenti in bottega!)


Buona lettura, buona visione e buona Pasqua!