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Totò lo Scimpanzé si credeva un grande re: si alzava la mattina quando gli pareva, alzava una zampa e coglieva un frutto succoso e maturo, alzava l’altra e beveva acqua di fonte fresca e dissetante. Chiamava la mamma per una grattatina; il papà per un massaggino. Poi sbadigliava un po’ e si riappisolava. E poi si svegliava, si stiracchiava, saltava svogliato di liana in liana, con un broncio tra l’annoiato e il disinteressato. Appena apriva bocca per chiedere qualcosa, zac, uno stuolo di nonni scimpanzé accorreva per accontentarlo. Insomma una vita facile, troppo facile… e infatti Totò non era felice. Poi un giorno Totò si svegliò di soprassalto. Tutto il suo mondo dorato era esploso in tanti piccoli pezzettini di puzzle sparsi attorno a lui. Totò pianse ininterrotamente per 172823 secondi… e quando non aveva più lacrime da versare, scese dal suo albero e si diede da fare, iniziò a ricostruire il puzzle del suo mondo, pezzettino dopo pezzettino, incastro su incastro. E quando ebbe ricostruito tutto, diede una grattatina alla mamma, fece un massaggino al papà, coccolò i nonni, preparò una cenetta prelibata per tutti e poi si risvegliò col cuore pieno di felicità.
(pare che i diritti della sua storia siano stati recentemente acquistati dalla Disney, quindi chissà, potreste ritrovarvelo a breve in un cartoon!)