Devo usarlo per forza Illustrator?

alternanza scuola-lavoro

Nello studio Panebarco c’è spazio per tutti: dopo Federica, organizzatissima bibliotecaria della Panebarco Social Library, grazie all’alternanza scuola-lavoro si è aggiunto al clan Dario. 16 anni, studente del liceo artistico “Nervi – Severini” di Ravenna, indirizzo audiovisivo multimediale, in nove giorni è riuscito a capire cosa lo aspetta nel suo futuro da grafico. Ma come sarà stato questo periodo di convivenza nella mansarda Panebarco? Lo lasciamo raccontare a lui…

 

Alternanza scuola-lavoro: Dario al PC

 

13 marzo,  primo giorno di alternanza scuola-lavoro

Entro nell’ufficio di via Molino 9 alle 10, puntuale come un orologio svizzero e rigido come un tronco di frassino, accompagnato solo dal mio “fedelissimo” computer.

Apro la porta e mi ritrovo davanti la sorridente manager Marianna Panebarco, saluto e mi dirigo alla mia postazione esattamente di fronte al mio tutor Camilla Panebarco (che a prima impressione non sembra proprio felicissima di avermi lì).

Vengo subito introdotto all’interfaccia di After Effects, programma che non avevo mai visto. Inizio ad occuparmi della realizzazione del montaggio di un video per il progetto Eroi di impresa, curato dagli stessi Panebarco (insieme a G&M Network). Realizzo una tabella delle squadre vincitrici sul mio computer: il risultato finale è talmente obbrobrioso che me ne vergogno tuttora.

Verso le undici arriva il personaggio più emblematico di tutto lo studio, ovvero Daniele Panebarco. Grande fumettista attualmente in pensione, come tutti i comunisti pensionati non sopporta l’idea di stare a casa ad annoiarsi e viene tutti i giorni in studio a disegnare, domeniche ovviamente incluse. Dopo ore ininterrotte al computer facendo la media delle squadre del progetto Eroi di impresa, mi alzo per prendere un caffè e chiedo a Daniele di cosa si stia occupando. Mi spiega che da sei anni a questa parte sta disegnando un fumetto esclusivamente per il digitale, e che dopo averlo ricominciato svariate volte, sente che questa volta è quella giusta.
Alle 18 saluto tutti e me vado contento delle cose che ho fatto in quelle 8 ore.

14 marzo: con After Effects non si scherza!

Il secondo giorno inizio ad utilizzare seriamente After Effects sotto lo sguardo vigile di Camilla. Mi accorgo che il mio computer portatile non è abbastanza “performante” per il lavoro che devo svolgere così decido che l’indomani avrei portato il mio amatissimo computer fisso da casa allo studio. Riscontro alcune difficoltà con After Effects come era semplice immaginare, ma non mi faccio abbattere affascinato dal programma.

15 marzo, si inizia con Illustrator… per fortuna domani è un altro giorno (di alternanza scuola-lavoro)

Il terzo giorno è stato sicuramente il più traumatico. Mi siedo alla mia postazione e vengo presentato mio malgrado ad un nuovo programma, Illustrator. Camilla mi spiega che avrei dovuto realizzare dei modelli di oggetti di vita quotidiana da animare poi con After Effects. Illustrator è simile a Photoshop, ma a differenza dell’ultimo, lavora in vettoriale. Io al suono del termine “vettoriale” rimango basito come mio padre quando scoprì che “l’idrolitina” è tuttora in commercio. Mi viene spiegato il significato di vettoriale e mi metto a lavorare con Illustrator, commettendo probabilmente il più grande errore della mia vita.

 

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Alternanza scuola-lavoro: Oggetti disegnati in Illustrator

 

Dopo alcune ore di tentativi su Illustrator, ridotto all’esasperazione, vengo sorpreso dall’ingresso del misteriosissimo Matteo Panebarco nello studio. Matteo era appena tornato da un lungo periodo di lavoro in Francia e non mi stupì tanto il suo arrivo, ma come si comportò la famiglia di Matteo al suo rientro: tutti lo salutarono come si saluta un familiare appena tornato dal supermercato. Finite le mie consuete 8 ore di lavoro torno a casa distrutto dalla vita e soprattutto da Illustrator, ma estremamente contento della quantità di cose che stavo imparando in quei pochi giorni.

16 marzo, morire di Illustrator 🙂

Il quarto giorno proseguo con il lavoro del precedente, sempre con Camilla e sempre convinto che Illustrator ci avrebbe uccisi tutti di lì a poco tempo.

17 marzo, inaugura la Panebarco Social Library!

Il quinto giorno è stato senza dubbio il più intenso di tutti. Il 17 marzo è stata inaugurata la Panebarco Social Library e io mi sono occupato della documentazione dell’inaugurazione e delle interviste a ospiti e amici della famiglia Panebarco. Senza dubbio è stato il giorno in cui mi sono divertito di più e sicuramente il giorno in cui ho capito l’unicità dello studio Panebarco.
ndr: Dario ha anche realizzato in poche ore una parte del video di presentazione della Panebarco Social Library, ve ne presentiamo un estratto qui sotto

 

Alternanza scuola-lavoro: estratto della presentazione della Panebarco Social Library

20-21-22 marzo, salvato da Premiere

Il sesto giorno inizio il montaggio del video su Premiere con il girato dell’inaugurazione e proseguo il settimo e ottavo giorno tra montaggio e color correction.

23 marzo, ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro… tiro le somme

E il nono giorno, il 23 marzo, finisco il video sulla Panebarco Social Library. Realizzo il modello vettoriale di un disegno di Daniele Panebarco su Illustrator. Finito quello, scrivo la storia di Dennis, il pesce palla disegnato da Daniele.

 

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Alternanza scuola-lavoro: il pesce palla Dennis

 

Con la storia del pesce palla Dennis si conclude questa esperienza di alternanza scuola-lavoro allo studio Panebarco. L’esperienza è stata indubbiamente fantastica ed utilissima, sono stato seguito in ogni fase dallo sguardo attento e vigile di Camilla, grazie alla quale ho acquisito una vastissima quantità di competenze, soprattutto sull’utilizzo di programmi indispensabili come Illustrator e After Effects, con cui non è stato facile relazionarsi fin da subito. Avevo già imparato alcune cose a scuola, ma nell’alternanza scuola lavoro mi sono occupato di cose che a scuola non avevo mai fatto.

L’ambiente che i Panebarco riescono a creare in quella mansarda è incredibilmente bello, nelle sue stranezze e nelle sue contraddizioni. É emblematico che le due sorelle comunichino su Skype nonostante siano a 5 metri distanti l’una dall’altra e che il pigiare dei tasti di una si senta perfettamente anche dalla postazione dell’altra. É meraviglioso che Daniele ogni tanto faccia delle domande da premio oscar, ma in maniera un po’ strana. Fa sorridere che dopo ore di lavoro al computer senta il bisogna impellente di alzarmi e andare a chiacchierare con Daniele, forse per ricordarmi che non esiste solo il computer. É stupendo che non esistano orari, o che se anche esistano siano estremamente flessibili. Ma soprattutto, è incredibile che una famiglia abbia realizzato uno studio multimediale in cui ogni componente ha un proprio ruolo indispensabile, rendendo lo studio Panebarco una vera e propria grande bottega.

 

Dario Racagni
3°H 27/04/17 Relazione alternanza scuola-lavoro