Daniele Panebarco – Biografia non autorizzata di un fumettista incallito

L’infanzia e la giovinezza di un fumettista che NON sa disegnare

Daniele Panebarco nasce a Faenza in Via del Batticuccolo (un nome, un programma!)

Fin da piccolissimo divora fumetti e libri di avventure; a scuola non è una cima in generale, e in arte e disegno ha pessimi voti, ma cresce coltivando una grande passione per la narrazione.

A 19 anni riesce a diplomarsi come ragioniere e trova pure un posto sicuro in banca, ma stare chinato sui libri contabili non è esattamente il suo mestiere.

Ha la fortuna di incontrare e sposare una meravigliosa donna, Lucia, che lo incoraggia e lo supporta anche economicamente, e così Daniele può permettersi di lasciare il posto fisso e inseguire il suo sogno di diventare autore di storie a fumetti.

Daniele impara letteralmente a disegnare grazie ad un manuale (che è tutt’ora conservato, un po’ malconcio e sbrindellato in archivio).

“Beh, disegnare è una parola grossa… io tutt’ora non è che proprio so disegnare, io semplicemente mi sono creato il mio stile!”

Comunque, dopo tre anni da autodidatta, tre anni di tentativi e rifiuti, porte chiuse e delusioni, e qualche piccola soddisfazione, ecco che, nell’aprile del 1976, la rivista Il Mago gli pubblica la sua prima storia. Il protagonista è Big Sleeping, un personaggio ispirato ai detective americani.

La carriera come autore di fumetti

Nei successivi 15 anni (oltre a mettere su una numerosa famiglia insieme all’amata Lucia) collabora con le maggiori testate del paese: da La Repubblica a l’Espresso, da L’Unità a Il Manifesto, passando per Linus, Arancia Blu, Art Forum, Cuore, Tango e Tuttolibri.

Daniele Panebarco
Daniele Panebarco ritratto nel suo studio dalla fotografa Maria Mulas

Dalla sua matita nascono “personaggi spesso ispirati al mondo della politica, dell’ideologia, del cinema e della letteratura” (Enciclopedia UTET), come Nick Martello, Il Grande Karl, il Piccolo Lenin. Firma anche campagne pubblicitarie, illustrazioni e storie a fumetti per vari enti pubblici e privati, tra cui Telecom Italia.

Già nel 1980 riceve il premio Yellow Kid, il maggiore riconoscimento del settore, che lo colloca nell’Olimpo dei fumettisti. Nel 1989 dà vita ad Osvaldo, protagonista di una serie di cartoon, in onda su Rai Uno all’interno del programma Uno Mattina.

Numerose realizzazioni anche nel settore dell’editoria elettronica per i clienti: Jackson Libri, Giunti Multimedia, ma soprattutto De Agostini Multimedia.

L’azienda di famiglia

Fino a giungere al 1995, anno in cui fonda con Lucia e i suoi figli la Panebarco & C., con il principale obiettivo di realizzare prodotti multimediali, ricostruzioni tridimensionali.

Oggi l’azienda da lui fondata è gestita dai tre figli, Marianna, Matteo e Camilla, e realizza principalmente cartoni animati e video in grafica animata (questo pezzo di storia lo raccontiamo meglio qui)

Ritorno al fumetto

Daniele ricopre il ruolo di autore di concept, storyboard, sceneggiature oltre che realizzare illustrazioni, disegni e bozzetti di alcune delle produzioni, ma soprattutto ha ricominciato a scrivere fumetti!

Nella nostra rubrica Il Pane quotidiano (all’interno del Paneblog) trovi molti suoi fumetti riproposti dal passato. Se invece vuoi ricevere notizie sempre aggiornate su nuovi progetti e fumetti inediti iscriviti alla nostra newsletter.

2 risposte a “Daniele Panebarco – Biografia non autorizzata di un fumettista incallito”

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