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Integrare realtà e animazione con la tecnica mista

Integrare realtà e animazione con la tecnica mista

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dai colossal alle paralimpiadi, esempi e spunti della tecnica mista

“Io non sono cattiva. È che mi disegnano così”.

Sembrava pura fantascienza che la sinuosa Jessica Rabbit usasse l’alibi più grossolano della storia e che gli uomini di Chi ha incastrato Roger Rabbit? ci cascassero.

Ma sembrava ancora più incredibile che quegli uomini interagissero con lei come se fosse davvero in carne ed ossa.

Era il 1988, e da allora la tecnica mista, che consente di integrare mondo reale e mondo animato, non fu più la stessa. Certo, c’erano già stati i pinguini danzanti di Mary Poppins e Pomi d’ottone e manici di scopa, ma il grado di realismo raggiunto da quella rossa di fuoco perdutamente innamorata di un coniglio (sì, avete letto bene: realismo) era assolutamente inedito.

Non a caso il film venne concluso in zona cesarini una manciata di giorni in anticipo rispetto alla prima, costò uno sproposito (28 milioni di dollari), ma quell’anno fu secondo negli incassi solo a Rain man (che giocava in prima base) e vinse 3 Oscar.

Era il primo successo di massa della tecnica mista, due anni dopo il momento in cui il gruppo musicale degli A-Ha fece miracoli in un più ridotto video (noi ne abbiamo parlato in un post tutto dedicato ad animazione e video musicali).

Sono seguiti poi Space jam, Stuart Little e, ultimamente, i remake in live action di Dumbo e The lion king.

Integrare realtà e animazione con la tecnica mista aldilà del cinema: l’esempio della paralimpiadi

Ma integrare la realtà con la tecnica mista non è solo alla portata di colossi come la Disney. Ad esempio, la tecnica è stata sfruttata in modo straordinario dai creativi dietro alle bellissime sigle dei giochi paralimpici. E’ così che i ciclisti professionisti sono sfrecciati nella stazione della metro londinese di Baker Street e gli arcieri hanno lanciato le loro frecce ad Hyde park senza spargimenti di sangue:

La sequenza di apertura dei Giochi paralimpici di Londra del 2012

Per Rio 2016 invece l’atleta Jonnie Peacock ha messo le piume, Sarah Storey si è trasformata in oro e David Weir si è lupizzato:

La sequenza di apertura dei giochi paralimpici di Rio del 2016

Dallo storyboard al breakdown dei singoli atleti, si può anche curiosare nel making of:

Il making of della sigla di Rio 2016

Curiosità su altre tecniche di animazione? Abbiamo anche parlato di pixilation, motion graphics e di stop motion.

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