Vendere Sottobanco… sottobanco – Oggetto 5/25

le agende sottobanco in uno scaffale della libreria in bottega dietro a una serie di soprammobili

Prima Facebook, poi Instagram, adesso Tiktok.

Chi ha l’età di Ottavia (la figlia 12enne della nostra General Manager Marianna) in questo 2020 ha a disposizione un sacco di mezzi per coltivare quel misto di autorappresentazione, tentativi di fuga dal mondo e fame di condivisione che è tipica degli adolescenti.

il video di Ottavia e Rebecca ispirato a Pretty woman

Ma che wall usavamo noialtri che avevamo la sua età negli anni ‘90 e che a confronto vivevamo in un mondo piccolo piccolo dove non c’era differenza tra fare un biglietto per un aereo e uno per un treno a lunga percorrenza (in entrambi i casi andavi in agenzia di viaggio), i cellulari Motorola da 1kg e mezzo erano l’ultimo ritrovato del compagno di scuola più ricco e quasi nessuno si sognava di avere un pc in casa, dove campeggiava la radio del Mulino bianco?

Unica via di fuga, a parte Beverly Hills 90210 (popolata da coetanei stranamente refrattari ai brufoli), i diari: condivisi a quattro (o più mani), istoriati a colpi di Uniposca, un tantino meno lisergici della Coccoina del decennio precedente, incaricati di comunicare appartenenze e maree umorali.  

Tra di noi alla Panebarco c’è ancora chi li conserva, e, quando li apre, torna con la memoria a quegli anni del Liceo Alighieri in cui registrava in modo cronachistico gli scambi più bizzarri a cui assisteva a casa o a scuola. Un esempio:

[scambio di ieri con mia mamma:]
io: Ieri, a casa dell’Eleonora, Umberto ha portato la cagnina.
lei: Ah, sì? Ma…andava d’accordo con la Kira**???
[silenzio, sconcerto]
[**Kira era il cane lupo della compagna di classe Eleonora e la madre in questione non è evidentemente né romagnola né bevitrice]

Per fortuna c’erano i diari-agenda

In un periodo della società e della vita in cui l’appartenenza non poteva non far rima con apparenza (ricordiamo ancora le reazioni del papà al nostro primo piercing e la faccia della nonna di fronte alla nostra maglietta grunge rigorosamente non stirata), arrivavano in soccorso i diari agenda.

Il primo a spianare la strada fu la Smemoranda, nata come forma di autofinanziamento di Democrazia Proletaria e del Quotidiano dei Lavoratori e diretta da Gino e Michele. La Smemo si esprimeva per te, e si dice che abbia indotto una tale dipendenza che gli Smemorandi hanno trovato un adeguato surrogato solo nelle Moleskine (l’equivalente di quello che hanno fatto le sigarette elettroniche con quelle vere, mica veramente la stessa cosa!).

E poi arriva Sottobanco col motto PROMOSSI O RIMBORSATI

A un certo punto spuntò Sottobanco, l’agenda anni 90 illustrata da Daniele Panebarco. Il suo slogan di lancio era “Promossi o rimborsati”.

Con una struttura modulabile e personalizzabile molto in anticipo sulle pratiche di remix del web, il suo successo stava proprio nella possibilità che dava di aggiungere, ricomporre, scambiare i fogli a piacimento e comprendeva anche il Controregistro per il “kontrollo strategico delle lezioni” o la rubrica telefonica.

il diario-agenda Sottobanco illustrato da Daniele Panebarco

Il Milanese imbruttito nel suo blog lo definisce “Comodo come una forchetta per bere il tè“… ma molti in quegli anni lo scelsero per la sua estrema versatilità 🙂

Come tutte le idee che funzionano, Sottobanco attirò anche le attenzioni di biechi speculatori: tra di loro, stando ai whistleblowers della bottega (=Maryblabla), il giovane Matteo Panebarco, che attingeva all’archivio paterno delle agende omaggio per vendere le Sottobanco… sottobanco, appunto.

Interrogato sui fatti, Matteo risponde sdegnato che lui le regalava, non le vendeva, ma a tutt’oggi le poche agende sopravvissute alla sua razzìa sono difese strenuamente da una trincea di tutto rispetto:

le agende sottobanco in uno scaffale della libreria in bottega dietro a una serie di soprammobili
i guardiani degli ultimi esemplari rimasti delle Sottobanco, pronti a difenderle contro gli attacchi degli speculatori

… chissà mai che ai soliti noti prenda un moto di nostalgia anni ‘90.

La collezione di agende Sottobanco è il quinto oggetto di culto scelto per la nostra wunderkammer celebrativa. Scopri le altre qui!